Che cosa sappiamo

Riciclare la plastica in Europa è diventato anti-economico. Il motivo è semplice e paradossale: la plastica riciclata costa più di quella vergine, appena uscita dal petrolio. Secondo la Commissione europea, la capacità di riciclo dell'Unione — dopo anni di crescita — è attesa in calo netto di circa un milione di tonnellate entro fine 2025, un volume pari alla capacità di riciclo dell'intera Francia. E di tutta la plastica prodotta in Europa, circa 58 milioni di tonnellate l'anno, solo il 13% circa viene davvero riciclato in nuova plastica. La Commissione attribuisce la crisi a costi energetici alti, al prezzo basso e imprevedibile del vergine legato al petrolio, e alla concorrenza di importazioni a basso costo — spesso, scrive, plastica vergine spacciata per riciclata.

Perché conta

Qui sta il cortocircuito. Le norme europee — la direttiva sulla plastica monouso e il regolamento imballaggi — impongono quote crescenti di riciclato: almeno il 25% nelle bottiglie dal 2025. L'obiettivo è nobile: creare domanda di materiale riciclato. Ma in un mercato dove il vergine costa meno, quegli obblighi non bastano a tenere in vita gli impianti, che chiudono uno dopo l'altro. La causa di fondo non è il riciclo importato in sé, ma la sovrapproduzione mondiale di plastica vergine — soprattutto di origine petrolchimica asiatica — che fissa un prezzo così basso da trascinare sotto tutto il resto. In Italia, secondo l'ANCI, il mancato ritiro della plastica differenziata costa ai Comuni 350-400 milioni di euro all'anno in più, con il rischio che finisca sulla tassa dei rifiuti.

Cosa è ancora incerto

Non tutti i numeri hanno lo stesso peso. Il dato sulla capacità di riciclo persa viene dalla Commissione europea ed è solido. I prezzi di mercato — il riciclato che costa centinaia di dollari a tonnellata più del vergine — vengono da report di settore e associazioni di categoria, che hanno un interesse a rappresentare la crisi come grave: attendibili come ordine di grandezza, non come cifre certificate. E la stima italiana dei 350-400 milioni è una dichiarazione dell'ANCI, resa mentre chiede incentivi al governo: un ordine di grandezza, non un dato indipendente. Il fenomeno è reale e documentato; le singole cifre vanno lette con questa cautela.