La vibrocarotatrice W-TRX 300 lavorava da un’ora nel ghiaccio compatto.
A settantanove gradi di latitudine nord, a metà febbraio, il sole non si era ancora deciso a tornare. C’era una luce bassa e indiretta per poche ore al giorno, il resto era un crepuscolo azzurro che non diventava mai vero buio né vera mattina.
Fuori dai container la temperatura stava intorno ai meno ventotto gradi, e il vento la spingeva più in basso.
Non era un posto dove si veniva per caso.
Per arrivare alla Base Aurora Nord servivano due voli, una motoslitta e un permesso che HelixCrest SA aveva ottenuto presentando il progetto come una ricerca sulla composizione del permafrost antico.
Era vero, in parte.
Come quasi tutto quello che riguardava Stein, era vero in parte.

